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Venerdì, 7 Marzo, 2003


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PAGINA 6

Cellular-dipendenza


C'è un tempo e un luogo per ogni cosa ed oggi è il tempo del cellulare. Siamo diventati tutti cellular-dipendenti, o quasi tutti, non generalizziamo.
In realtà, noi umani, più o meno, abbiamo molteplici e varie passioni per qualche cosa, sebbene ci costi il riconoscerlo. C'è chi ha la passione per il calcio, per la musica, per il gioco, per i vini, per l'arte, per i bei vestiti, per le scarpe, i cappelli, i gioielli. Si fa collezionismo di tutto. C'è anche chi fa collezionismo di donne, come sbandierano in lungo e in largo i vip miliardari, frequentatori della Costa Smeralda o delle più "in" stazioni sciistiche nostrane e non.
Ma del cellulare non sappiamo fare a meno e ci chiediamo come abbiamo fatto a sopravvivere prima della sua comparsa.
È una grande comodità, diciamolo pure; per molte persone addirittura indispensabile, ma chi sarebbe capace di tirare la prima pietra assicurando di aver fatto una chiamata senza aver nulla da dire? Non sarà stato forse perché aveva bisogno, in quel momento, di riempire un vuoto?
I giovani di oggi, però, esagerano. Sono instancabili comunicatori; scambiano decine di sms al giorno, il loro cellulare è sempre in funzione e lo amano tanto da sentire il bisogno di "personalizzarlo".
Ogni volta riviste e periodici riportano un numero sempre più grande di loghi e di suonerie di cellulari. Si tratta, cioè, di differenziarsi dalla stragrande maggioranza di gente comune, cercando l'originalità, l'unicum.
Dicono che costa molto poco mettere al cellulare una di quelle suonerie, come chiamata, però, anche se me la dessero gratis o mi dessero tutto l'oro del mondo, non collocherei mai e poi mai al mio Nokia, per esempio, l'inno di Mameli o il "Toreador" della Carmen di Bizet o la marcia trionfale dell'Aida, come mi è accaduto di sentire.
Se mai dovessi farlo, metterei il canto melodioso dell'allodola, il cinguettio degli uccelli del bosco o il refrain di una bella canzone italiana o americana.
Il telefono è stato inventato per brevi messaggi e non per mantenere conversazioni intense e prolungate. Ai giovani di oggi, però, capita che, presi nel vortice di tante loro incombenze, dei tanti appuntamenti nella loro tempestosa vita, godono di un tempo sempre più ristretto per un tête-à-tête con la fidanzata o il fidanzato, con l'amico, col fratello, il cugino o un individuo qualsiasi e, per questo, approfittano ampiamente di ciò che la moderna tecnologia mette a loro disposizione, con maggior beneficio tanto della Telecom quanto delle numerose Società Telefoniche di turno.
Mi son sempre vantata di essere immune dal cadere nelle reti del consumismo, però devo confessare che, anche se non ne faccio un uso smodato, sono anch'io attaccata al mio cellulare… con una normale, banale suoneria.
Renata Ricci Pisaturo






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